Per l’inaugurazione di Tenuta Perano si è presentata l’occasione per me di conoscere e condividere questa esperienza con Viviana, come vi abbiamo già anticipato. Occasione, ad ogni modo, stimolante per confrontarsi con altri sommelier, dalle abitudini degustative molto differenti, per ovvie ragioni geografiche. 

Il benvenuto di tenuta Perano è stato davvero caloroso, non soltanto da un punto di vista climatico ma, e soprattutto, grazie allo staff, che, man mano che giungevano gli ospiti li accoglieva servendo fresche flûte di Leonia.

Tenuta Perano benvenuto

Il nome è un po’ lungo: Pomino Spumante Bianco DOC – Metodo Classico – Brut Millesimato. Un vino che personalmente non avevo ancora avuto il piacere assaggiare ma che era già stato video-recensito sul nostro canale YouTube.

Diverse cose mi hanno colpito, come la quantità di bottiglie stappate, per accontentare tutti i numerosi ospiti presenti. Ricordo, poi, distintamente i profumi di lieviti e crosta di pane che hanno pervaso la sala ancor prima che avessimo i calici tra le mani. Purtroppo, rapito dalla curiosità e dalla voglia di assaggiare il Leonia, mi sono concentrato esclusivamente sul vino, ignorando completamente le tartine servite in abbinamento come aperitivo.

Al rientro dalla visita in cantina, non priva di sorpresa, ossia l’assaggio di un campione di Rialzi direttamente dalla barrique, ci siamo seduti a tavola.

Incantevole la location della veranda, tutta vetrata, che lascia vagare l’occhio su tre lati della tenuta.

I vini ci sono stati serviti tutti e tre contemporaneamente, prima delle portate, scelta apprezzata da me per poter sia fare un confronto semplice tra i vini che una valutazione di abbinamento.

Il Chianti Classico Tenuta Perano è, probabilmente il più “semplice” dei tre, ma non per questo banale, con un bouquet ampio, in cui primeggiano il fruttato e il floreale, con dei leggeri e sinuosi accenni speziati.

Il Tenuta Perano Chianti Classico Riserva 2015, che abbiamo avuto già il piacere di recensire, è sempre una piacevole scoperta. Sangiovese con una piccola percentuale di Merlot e affinato in botte di rovere per 24 mesi, ha un colore rosso rubino con leggeri riflessi violacei. Rispetto al vino precedente qua i profumi virano più decisi sul frutto e sulle spezie, ribes e noce moscata. La botte ha fatto il suo lavoro addomesticando il tannino più ruspante del Sangiovese, rendendo il vino più equilibrato.

Chianti Classcio Gran Selezione Rialzi Tenuta Perano

Il Rialzi, la Gran Selezione di Tenuta Perano prende il nome dalla posizione delle vigne, poste nella parte più alta dei tre gradoni naturali della Tenuta. Sangiovese vendemmiato a mano, fermentato in tini di acciaio a temperatura controllata, il vino rimane poi in affinamento per 24 medi in barrique e altri  12 in bottiglia. Rosso rubino intenso, sprigiona con forza sentori fruttati e terziari, in evoluzione ma ben riconoscibili come il chicco di caffè. Al palato la caratteristica che più spicca ed il fil rouge tra i tre vini è la freschezza, data dalle altitudini a cui si trovano le viti, 500 m. sul livello del mare.

Per finire il pranzo ci hanno offerto un calice di Pomino Vin Santo. Dolce nettare di color oro e dai sentori di frutta candita e miele. Dolce ma non stucchevole, dal finale decisamente lungo. Degna conclusione di un ottimo pasto. 

Abbinamento Chianti Chianina Frescobaldi

Non essendo guidato l’abbinamento, ad eccezione dell’antipasto e del dolce, mi sono divertito ad assaggiare sia la prima che la seconda portata in combinazione con tutti e tre i vini della Tenuta.

Il Chianti riserva, probabilmente, si è dimostrato quello più duttile tra i tre e, proprio per questo motivo, l’ho trovato il più indicato con la carne di Chianina.

Il dolce, invece, sebbene gustoso, ma dai sapori delicati, non ha retto il confronto con la dolcezza del Vin Santo. 

Il bilancio della giornata è del tutto positivo, oltre che per la magnifica accoglienza ricevuta, soprattutto in considerazione dei vini degustati, che si presentano in ottima salute e con ottime prospettive per il futuro.