Talvolta il lavoro si mescola al piacere così indissolubilmente da rendere le due cose indistinguibili.

Come fare, dunque, a raccontare la mia esperienza in Sardegna cominciata come una regolare vacanza di mare con la mia donna e culminata visitando aziende agricole e bevendo vino in circostanze e luoghi improbabili?

Per questo insolito Wine Travel proverò a concentrarmi sull’apporto esperienzale del mondo del vino:

Quelle emozioni che, come gli Antichi avevano già molto bene intuito, trascendono l’involucro di vetro e si connettono alla dimensione più ampia del Simposio (dal greco σύν cioè “con” e πόσις cioè “bevanda“, ovvero bere insieme).

Senza più indugi, proverò a raccontare la Gallura attraverso tre diverse esperienze di degustazione, ciascuna delle quali rivelerà una diversa sfumatura di questa fantastica terra.

Siete pronti?


Esperienza n°1 – A vela nell’arcipelago della Maddalena

Immaginate di osservare il colore celeste intenso di un mare trasparente.

Immaginate di avvertire il calore intenso del sole smorzato da una leggera brezza marina.

Immaginate di ascoltare il rumore delle onde che si infrangono ciclicamente al di sotto dello scafo.

Immaginate di stare annusando gli aromi di uno spumante metodo classico con il naso contaminato dalla salsedine e di avvertire una commistione tra la mineralità del vino e la salinità del mare.

immaginate il contatto di bollicine finissime che detergono e rinfrescano il vostro palato asciutto mentre le labbra sono ancora umide di acqua di mare.

Immaginate tutte queste sensazioni che si compenetrano generando complesse, calde sinestesie.

Tutto questo a Porto Pollo, Poltu Puddu in sardo, è già realtà da tempo!

Gli oltre 60 isolotti dell’Arcipelago della Maddalena sono un luogo incantato, per buona parte ancora selvaggio, e pieno di energia positiva, nonostante il turismo di massa ed il sovraffollamento di Agosto.

Saliti a bordo della Sea Passion di Porto Pollo, sotto la sapiente guida del capitano Sirio e la sua assistente Elisabetta, ci dirigiamo alla volta delle piscine di Budelli, dove, in un’acqua color smeraldo, assaggiamo prodotti tipici locali ed ascoltiamo le numerose storie folkloriche che affollano queste isole.

Sirio, lo skipper della Sea Passion Porto Pollo

Passiamo dalla seconda seconda guerra mondiale alla casa bianca di Caprera di Garibaldi, fino ad arrivare al maddalenino Domenico “Millelire“, prima medaglia d’oro al valore militare delle Forze Armate Italiane, in grado di fugare da solo, con la sua goletta, l’intera armata francese guidata da Napoleone Bonaparte.

La motivazione alla base della sua medaglia d’oro recita quanto segue:

Per aver ripreso al nemico l’Isola di Santo Stefano e per la valorosa difesa dell’isola di la Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese.” La Maddalena, 23 febbraio 1793.

La nostra prima sosta è alle piscine di Budelli, oltre la spiaggia rosa, purtroppo divenuta bianca perchè depredata della sabbia da turisti ed avventori.

Qui Elisabetta ci serve un magnifico aperitivo a base di salumi e formaggi locali ed insalata di mare che abbiniamo con l’Attilio della cantina Contini, uno spumante Brut realizzato da Vernaccia di Oristano e dedicato ad Attilio Contini, uno dei padri fondatori della cantina.

Brindisi in barca a vela nelle piscine naturali di Budelli

Aperitivo con salumi e formaggi sardi in barca a vela

In barca conosciamo e brindiamo con due simpaticissimi signori di Caserta: Riccardo e sua moglie Gabriella, interior designer che ci aiuta nella composizione fotografica aggiungendo il tocco di classe della pochette color…mare! Grazie Gabriella!

Degustando l'Attilio di Contini di fronte l'isola di Budelli e porto della Madonna

L’Attilio al naso è elegante, floreale e fruttato. Al gusto è fresco, pulito, non particolarmente strutturato, perfetto per un aperitivo in riva al mare!

E, mentre tutte le barche si affollano nel porto della Madonna, noi navighiamo in solitaria alla volta dell’isolotto di Barrettini.

Raggiunta l’isola deserta, fatta di soli scogli ed un piccolo faro elettrico, mi sento Edmond Dantès appena approdato sull’isola di Montecristo e scruto le acque alla ricerca di un tesoro sommerso, che, in verità, intravedo nel mare stesso.

Veduta subacquea del Faro di Barrettini nell'arcipelago della Maddalena

Sulla via del ritorno navighiamo interamente a vela per la prima volta. La barca si inclina di 45° e, con il solo rumore del mare in sottofondo, voliamo sulle onde in una atmosfera di pace intensa.

La nostra ultima tappa è cala corsara sull’isola di Spargi. Ancorata la barca a 200 metri dalla riva, proseguiamo a nuoto verso la spiaggia e nell’avvicinarci notiamo un simpatico cinghialetto selvatico muoversi con discrezione tra i bagnanti alla ricerca di cibo.

Degustazione del Funtanaras della Cantina del Vermentino di fronte l'Isolotto di Spargi nell'Arcipelago della Maddalena

Proviamo vanamente a scattargli una foto e dopo un giro esplorativo dell’isola ritorniamo a bordo, dove apriamo un’ultima bottiglia di Vermentino prima di salpare verso casa.

Beviamo il Vermentino Funtanaliras 2018 dell’azienda Cantina del Vermentino, una cantina sociale che ha rivestito un ruolo chiave nel riconoscimento della denominazione DOCG Vermentino di Gallura nel 1996.

Al naso denota sentori di frutta fresca, quasi acerba e fiori bianchi, con note minerali che ricordano il gesso. Al gusto, invece, è fresco ed alcolico con un finale persistente e sapido che ti fa desiderare il bicchiere sempre pieno.

Dopo aver ringraziato il Team della Sea Passion Porto Pollo per la magnifica giornata all’insegna del mare e della convivialità ed i nostri nuovi amici casertani è il momento di tornare a casa.


Esperienza n°2 – In cantina da Vigne Surrau ad Arzachena

Se oltre al vino, amate il design e doveste trovarvi in Gallura non potete non far visita all’azienda Surrau!

La cantina dei fratelli Demuro è un autentico gioiello che si erge nel cuore della valle di Arzachena, nota appunto come Valle di Surrau.

Cantine Surrau ad Arzachena, veduta esterna

La struttura, attraverso il sapiente utilizzo dei materiali, racconta le tradizioni della Gallura e la storia della famiglia Demuro, inizialmente dedita alla vendita di materiali edili:

  • Legno: Il materiale principe delle case agricole galluresi.
  • Granito: Di cui è ricco il suolo che caratterizza il terroir gallurese.
  • Vetro: Per mantenere un campo visivo a 360° sulle vigne.

La visita della struttura ci conduce attraverso una meravigliosa barricaia in perfetto stile francese ed ad una camera con fermentatori in acciaio, vasche in cemento ed anfore.

Questa stanza racchiude passato e presente della sperimentazione aziendale sul Vermentino e ci offre interessanti indizi sul suo futuro.

  • Acciaio: Caratteristica imprescindibile del Branu e de lo Sciala
  • Cemento: Caratteristica unica dello Sciala Vendemmia Tardiva
  • Anfora: Probabilmente il futuro del Vermentino aziendale
Cantine Surrau ad Arzachena, veduta interna

Gli uvaggi autoctoni sono i veri protagonisti della quasi totalità della produzione aziendale che, sebbene sia rappresentata per il 70% dal Vermentino, include anche Cannonau, Carignano e Muristellu, meglio noto come Bovale Sardo.

Dopo aver visitato la tenuta ed ammirato le installazioni dell’artista Stefano Sanna, ci lasciamo trasportare in un percorso di degustazione di 6 vini in abbinamento ad altrettanti prodotti tipici galluresi.

Il percorso di abbinamento è eccezionale ed abbiamo modo di assaggiare buona parte della produzione aziendale.

Vini d'ITALIA 2018, Gambero Rosso, Cantine Surrau

Iniziamo con una bollicina metodo classico, continuiamo con tre diverse declinazioni del Vermentino crescenti per struttura e grado alcolico, per poi concludere con il Cannonau ed un inaspettato passito rosso.

Ma quello che rende davvero unica questa esperienza è la vista sulle vigne, osservarle cambiare colore mentre il sole lentamente scompare alle nostre spalle, i nostri sorrisi diventano più pronunciati e le nostre teste si piegano bicchiere dopo bicchiere.

Surrau brut rosè, 2014

Uno spumante metodo classico millesimato ottenuto dalla vinificazione in rosato del Cannonau e sboccato nel 2017.

Dal perlage finissimo foriero di delicati aromi tostati, questo millesimo riesce amabilmente a mantenere l’identità dell’uvaggio arricchendosi dei sentori tipici del metodo classico.

Surrau Rosè Degustazione con pane carasau

Al gusto è cremoso, quasi vellutato e con una piacevolissima acidità. Ci viene servito in abbinamento a formaggi sardi, olive e pane carasau ed il connubio è davvero speciale.

Branu, 2018

Branu – Primavera in Sardo

Vermentino di Gallura DOCG da 13,5%, che in già primavera raggiunge il suo apice.

Viene allevato in terreni granitici – sabbiosi ed al palato emerge con una discreta mineralità ed un gusto marcatamente fruttato, che lo rendono perfetto da gustare anche fuori pasto. 

Sciala, 2018

Sciala – Abbondanza, fasto, ricchezza in Sardo.

Vermentino di Gallura DOCG da 14%, allevato in uno dei vigneti più vocati della valle di Surrau, trascorre qualche ora a contatto con le proprie bucce ed evolve per alcuni mesi a contatto con le proprie fecce in vasche di acciaio inox.

Al naso i sentori fruttati ricordano in maniera chiara l’odore di albicocche mature e si evidenzia anche una spiccata mineralità fornita da sentori di gesso e quasi finanche di pietra focaia. In alcuni momenti lo si potrebbe quasi paragonare ad un Riesling.

Di maggiore struttura rispetto al Branu, possiede anche una maggiore acidità, che, oltre a favorire la masticazione durante il pasto, lo rende un vino dalla maggiore propensione all’invecchiamento.

Non c’è da stupirsi che l’annata 2015 sia stata insignita dei Tre Bicchieri ® Gambero Rosso.

Sciala Vendemmia Tardiva, 2017

Come lo Sciala degustato in precedenza, anche questo è un Vermentino di Gallura DOCG.

Le uve, vendemmiate tardivamente, ed il processo di criomacerazione conferiscono a questo vino una struttura unica ed un grado alcolico di ben 14,5%!

La fermentazione avviene per metà in botti di rovere francese non tostate e per l’altra metà in vasche di acciaio e di cemento. L’assemblaggio finale è fatto sulle fecce in vasche di acciaio e di cemento per 6 mesi e, dopo aver trascorso almeno 9 mesi in bottiglia, è finalmente pronto per essere bevuto.

Sciala di Surrau 2017 di fronte alle vigne

Gli aromi già presenti nello Sciala si arricchiscono di sentori tostati che ricordano la mandorla caramellata, mentre gli aromi fruttati di albicocca evolvono in frutta candita.

Al gusto è intenso, rotondo, morbido, quasi spiazzante. Ci viene servito in abbinamento a sedano e bottarga di muggine e l’accostamento è…mozzafiato!

Sincaru Riserva, 2016

Sincaru – Sincero in Sardo.

Dopo il crescendo di Vermentino è il momento dell’assolo di Cannonau, uvaggio molto caro ai fratelli Demuro, che sin dalla nascita dell’Azienda, nel lontano 2004, puntarono tutto sulle uve a bacca rossa trascinati dal loro gusto personale.

Questa bottiglia, definita Sincera, è forse quella che meglio rappresenta la storia dell’azienda, e che sta riservando grandi soddisfazioni all’azienda.

Dopo che l’annata 2014 si aggiudicò i Tre Bicchieri ® Gambero Rosso, l’annata 2015, presentata alla competizione Best Wines Awards ® 2018, risultò l’unico vino Sardo a trionfare! Davvero un gran risultato per un vino di cui vengono realizzate meno di 5000 bottiglie.

Il Sincaru Riserva 2016 raggiunge una gradazione di 14,5% è di un bel colore rosso rubino ed al naso è fruttato con deboli note speziate. La morbidezza, percepita già all’olfatto, continua in modo coerente al gusto appianando amabilmente il tannino, senza però abbattere l’acidità.

Dopo questo vino caldo ed avvolgente ci prepariamo al gran finale!

Sole Ruju

Sole Ruju – Sole Rosso in Sardo.

L’appassimento viene realizzato sia con vendemmia tardiva, sia lasciando appassire le uve al sole sui graticci, da cui il nome sole rosso, fino a raggiungere un residuo zuccherino di 100 g/L.

Dopo la fermentazione in acciaio, resta ad affinare in botti di rovere per qualche mese arricchendo il corredo aromatico di frutta sovramatura con una delicata speziatura.

Passito Rosso Sole Ruju di Cantine Surrau

Al gusto è avvolgente, per certi versi ricorda quasi un vino liquoroso, e ci sembrerebbe perfetto in abbinamento ad una crema catalana, o, perchè no, alle tipicissime seadas al miele.

Alla fine del percorso di degustazione, non sono soltanto i nostri palati ad essere in estasi, ma anche i nostri cuori, sopraffatti da una esperienza multisensoriale così pervasiva ed intensa.


Esperienza n°3 – Il tramonto di Punta Tegge a La Maddalena

Abbiamo ovviamente bevuto altri vini in Sardegna al di fuori di queste tre esperienze, ma questa in particolare è risultata così intensa al punto da ripeterla per ben tre sere consecutivamente.

Punta Tegge è l’angolo all’estremo Sud-Ovest della Maddalena dove si può avere una visuale a 360° su tutto l’arcipelago della Maddalena, oltre che sulla Sardegna ed, addirittura, sulla Corsica.

Panoramica di Punta Tegge al tramonto

Passati di lì quasi per caso, incontriamo una signora arrampicarsi con agilità sugli scogli, che ci rivela la sua tradizione di famiglia di cenare in riva al mare guardando il tramonto a punta Tegge.

Durante la Golden Hour finalmente ne capiamo il perchè.

Una piccola comunità di turisti e maddalenini giunge sul posto a godere dello spettacolo, a celebrare l’imbrunire.

Tramonto a punta tegge su la Maddalena

C’è chi porta da mangiare, chi si porta da bere, c’è persino chi pratica la meditazione e chi lo yoga. Il luogo però non è affollato, ognuno riesce a ritagliarsi il suo spazio personale, la sua intimità, mentre il sole lentamente si perde nel mare dipingendo colori indescrivibili a parole ed in foto.

Il giorno seguente decidiamo di fare nostra la tradizione della Signora casualmente incontrata e ci procuriamo una bottiglia di Karmis 2018 della cantina Contini, raccomandataci da Riccardo durante l’esperienza n°2, ed un paio di Bruschette della vicina trattoria Zì Antò che ci presta anche una coppia di calici.

La bottiglia di Karmis è quasi interamente trasparente, e, quando i raggi dell’ultimo sole vengono inglobati dal vino sembra quasi divenire un oggetto magico.

Vino Karmis di Contini degustato a Punta Tegge su la Maddalena

Il vino, composto per l’80% da Vernaccia di Oristano e per il 20% da Vermentino, ben evidenzia le caratteristiche di entrambi i vitigni.

Al naso è floreale e fruttato con sentori di frutta a pasta gialla e vaghi rimandi minerali. Al gusto, invece, è fresco e sapido, ma con una buona tenuta alcolica di 13,5%.

Sorso dopo sorso il sole che cede il posto alla notte e la bottiglia si esaurisce, ma non il ricordo di questo luogo e di questo momento davvero speciale.

Brindisi al tramonto su Punta Tegge a la Maddalena

Al prossimo Wine Travel,

Cheeers!