In cosa consiste un vino perfetto?

Risponderemo a questa domanda a tempo debito – promesso – ma prima…

Weekend di mare, mi ritrovo catapultato ad Atrani, il comune più piccolo d’Italia, nonché perla della Costiera Amalfitana con la mia Lei, e, tra un bagno e l’altro, decidiamo di fare una visita tardo-pomeridiana alle blasonate cantine Marisa Cuomo.

Visita di Decanto alle cantine Marisa Cuomo, foto scattata tra i filari tra mare e cielo

Imbocchiamo la strada per Agerola e raggiungiamo Furore, meglio noto come “paese che non c’è“, “paese dipinto” e “paese albergo” e quando crediamo di non poter salire oltre, invece continuiamo a salire.

La strada del vino del costa d'amalfiDopo circa 30 minuti di scooter tra tornanti mozzafiato e terrazzamenti a picco sul mare iniziamo a scorgere le pergole dei vigneti tipiche della Costiera Amalfitana e la famosa strada del vino Costa d’Amalfi DOC, che si estende da Furore fino al Valico di Chiunzi ed al Paesino di Tramonti a ben 350m sul livello del mare.


Le Cantine di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli

Perfettamente integrato con lo stile del Paese, anche la facciata esterna delle cantine sono affrescate, il tema, ovviamente è quello del vino!

Interno della cantina Marisa CuomoVeniamo accolti da Alfonso, che ci racconta le origini della cantina e la sua storia, segnate da due date fondamentali:

Il 1942, data di fondazione della cantina al nome Gran Furor Divina Costiera, ed il 1983, data in cui la cantina viene offerta ed intitolata a Marisa Cuomo come regalo di nozze dal suo futuro sposo: Andrea Ferraioli.

Un collage fotografico all’interno della sala in cui vengono ricevuti gli ospiti propone alcuni dei momenti salienti della storia della cantina, nonché quelli più autentici.

Come non citare lo Zio Piero intento a legare i tralci di vite utilizzando dei legacci ricavati da una pianta di salice da vimini o, ancora, Andrea chino sotto il peso di una cesta carica di uva appena vendemmiata ed intento a trasportarla sù e giù per una delle antichissime scalinate in pietra che connettono i terrazzamenti.


Gli antichi filari ed i vitigni autoctoni della Costiera Amalfitana

La visita prosegue e raggiungiamo la parte più antica del vigneto dove restiamo letteralmente sconvolti nell’apprendere che le viti che abbiamo di fronte ai nostri occhi affondano le loro radici non nel terreno, ma all’interno delle mura di pietra che sostengono il terrazzamento.

Queste viti di Per ‘e Palumm, dal dialetto “piede di piccione“, meglio noto come Piedirosso (così chiamato per via del graspo di colore rosso simile al piede di un piccione), sono tra le più antiche che si possano annoverare in Italia potendo vantare la veneranda età di circa 110 anni.

Vitigni antichi allevati a pergola in costiera amalfitana presso Marisa Cuomo

L’allevamento a pergola in queste zone non rappresenta soltanto il legame con la tradizione agricola locale, che soleva far sviluppare la vite verso l’alto per poter dedicare il terreno risparmiato alla coltura dell’orto.

La pergola, al contrario, è qui la migliore forma di allevamento possibile, l’unica che garantisca un irraggiamento solare uniforme e, conseguentemente, una maturazione omogenea dell’uva.

Il prezzo da pagare è di dover fare i conti con una lenta maturazione dell’uva che, a causa dell’ombra proiettata dalla pergola, spesso raggiunge la maturazione tecnologica soltanto a fine Ottobre.

Pergole in costiera amalfitana e vista sul golfo di Salerno presso Marisa Cuomo

Persino la fillossera, scoraggiata dal terreno inasprito dalle, un tempo frequenti, eruzioni del Vesuvio che hanno depositato cenere, lapilli e pietra pomice, ha rinunciato ad attaccare consentendo alla vite di essere coltivata a piede franco.


Una bottaia scavata nel cuore dei Monti Lattari

Fiorduva, è nato Andrea. Botte di Fiorduva nella cantina Marisa Cuomo

Dopo aver contemplato gli antichi filari a picco sul mare entriamo in cantina. Tutto qui è un connubio di tradizione ed innovazione gestito direttamente da Andrea con il sapiente contributo dell’enologo Luigi Moio.

La bottaia è un vero e proprio gioiello a forma di ferro di cavallo scolpito nella roccia viva e, quando il deumidificatore si spegne, veniamo immersi nel silenzio totale, ma si tratta di un silenzio caldo, ingombrante, inaspettatamente arricchito degli aromi emanati dal vino in maturazione, dagli spazi angusti e dalle luci soffuse.

Una sinestesia che suscita un crogiolo di emozioni che sembrano rimandare a ricordi primigeni.

Interno delle cantine di Marisa Cuomo, Furore

A suggellare questa atmosfera in cui il tempo sembra fermarsi per trasformarsi in eternità ci sono due enormi porte di pietra erette alle estremità del ferro di cavallo.

Sulle porte sono impresse le due date fondamentali della storia della cantina, atte a creare una continuità temporale e spaziale.


I vini della cantina

A questo punto abbiamo modo di ammirare tutti i vini prodotti dalla cantina di Andrea e Marisa, divisi in 4 linee fondamentali:

  • I Costa d’Amalfi – Bianco / Rosato / Rosso
  • I Furore Bianco / Rosso e Ravello Bianco / Rosso
  • Le Riserve di Furore Rosso e Ravello Rosso
  • Furore Bianco Fiorduva
Marisa Cuomo, batteria di vini Furore, Ravello e Costa d'Amalfi

Una viticoltura “Eroica”

Nulla in questo luogo ostile sembrerebbe voler facilitare la coltivazione della vite e la produzione del vino.

Il terreno estremamente scosceso impedisce l’utilizzo di qualsivoglia mezzo meccanico. Operazioni critiche come la vendemmia ed il trasporto dell’uva appena colta non possono che essere svolte manualmente, mettendo a dura prova la schiena dei contadini.

Questo è il prezzo da pagare per volere ostinatamente coltivare in un luogo naturalmente ostile e sublime allo stesso tempo, dove il verde ed il blu si fondono indissolubilmente. Una viticoltura che più che “Eroica” potremmo definire “Erotica” per la sua magnificenza.

Viticoltura Eroica in costa d'Amalfi sui pendii dei Monti Lattari nella cantina di Marisa Cuomo

Ma la voglia di fare impresa nella propria terra e di perseguire il sogno senza però dimenticare le tradizioni dei padri è una motivazione troppo forte per potersi piegare di fronte alle difficoltà.

Così nasce il sogno di Andrea e Marisa di realizzare un prodotto raffinato, espressione dell’asprezza del territorio, testimone silenzioso di fatiche e sudore, ma anche delle bellezze nascoste della Costiera Amalfitana ed in grado di competere con i migliori bianchi del Mondo.


In cosa consiste un vino perfetto?

Non esiste un vino perfetto fatto di sola uva. Sono gli sforzi, le storie, la determinazione, il coraggio e la perizia a renderlo tale.

Degustando in Fiorduva Marisa Cuomo a Furore nel ristorante stellato Michelin Bacco Furore

E quando, dopo essersi letteralmente arrampicati sui terrazzamenti, dopo aver attraversato la cantina scavata nella roccia viva, ci si ritrova di fronte al Fiorduva 2016, prodotto esclusivamente dai vitigni autoctoni: Ripoli, Ginestra e Fenile, tutto il resto non conta più niente.

Quello che conta è il cielo, il mare ed il vino, con tutte le storie e le tante intricate strade che unendosi hanno trasportato e trasformato un semplice frutto nel prezioso liquido che tanto amiamo.